forte-puinAnche questo Forte era poco più di una ridotta quando nei primi mesi del 1800 fu testimone di violente battaglie tra le forze francesi del Maresciallo Massena e le truppe austriache del Conte di Hohenzollern.
Soltanto alcuni anni dopo gli ingegneri militari del Governo Napoleonico, iniziarono la progettazione e la costruzione del Forte, che non subì poi sostanziali modifiche anche dopo l’intervento del Genio Militare Sardo.
Può considerarsi uno dei primi Forti esterni alla Cerchia del ‘600 e costituiva uno dei punti di difesa, lungo quella linea determinata dalla dorsale che delimita il bacino superiore del Torrente Torbella e che termina sul Monte dei Due Fratelli.

 Proseguendo si lascia a sinistra un sentiero pianeggiante per continuare a seguire il crinale fino ad un bivio. Deviando a sinistra si raggiunge il Fratello Minore.

due-fratelli-profiloFORTE FRATELLO MINORE : Un tempo i fratelli erano due: il Maggiore e il Minore.Delle due fortificazioni non rimane che quella più occidentale, che vediamo stagliarsi contro il cielo, davanti a noi leggermente a sinistra. La valle da questo lato degrada, alternando le praterie del crinale splendidamente fiorite in Primavera, ai boschi che ne ricoprono i fianchi ; si evidenzia su di un aperto declivio il bel paese di Begato, quindi giù sino al solco principale del Polcevera, mentre sullo sfondo domina il Santuario di Nostra Signora della Guardia, la Madre Regina della nostra città.

Si prosegue per il nostro itinerario prendendo a destra del bivio. La visuale è sulla Valle del Bisagno che scende verso il mare attraversando la parte orientale di Genova per arrivare a confondersi con il cielo.
Il Monte Fasce con le sue antenne, chiude verso levante questo colpo d’occhio, non prima di essersi posato su di un numero infinito di paesi grandi e piccoli, con le loro chiesine dai campanili graziosi e rigorosamente liguri.
La stradina giunge così ai piedi del cono sommitale , sulla cui cima troneggia il Forte Diamante a quota 667 m, quindi risale con numerose svolte la china e termina sotto l’imponente facciata meridionale di questa fortezza, la più settentrionale delle fortificazioni esterne alla grande Cinta delle Mura Nuove.

forte-diamante-profiloI lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1756 su disegno dell’ Ingegnere Militare De Cotte, dopo una modifica al precedente progetto del Maresciallo De Sicre, grazie ad una cospicua donazione del Magistrato Giacomo Filippo Durazzo.
Subì successive modifiche ad opera del Genio Militare Napoleonico, sino ad arrivare alla trasformazione ultima sotto il Genio Militare Sardo, avvenuta tra il 1815 e il 1820, che fece assumere al Forte le forme attuali.
Inutile dire che visse le vicende degli altri Forti vicini, con battaglie anche violente, tra le truppe austriache e quelle francesi e alle quali parteciparono pure ufficiali della Repubblica Cisalpina.forte-diamante-pianta

Non siamo su di una grande montagna, una montagna importante per intenderci, ma quello che abbiamo intorno è un panorama circolare grandioso. Il mare e la Riviera fin oltre Savona, le Alpi Liguri, il Gruppo del Beigua e Nostra Signora del Gazzo sul suo cono “rosicchiato” dalle cave e poi La Valpolcevera, la “Guardia”, il Monte Taccone, Sant’Olcese, il Monte Maggio e l’Antola, la Valle del Bisagno e il Monte Fasce, la nostra città e tante piccole valli, tanti paesi, tante comunità operose.
A questo punto dobbiamo pensare alla discesa, lungo il sentiero (piuttosto ripido, almeno nella parte iniziale), che segue la costola erbosa di nord-est della montagna, contraddistinto da tre pallini rossi, che si abbassa al Valico di Trensasco 396 m (bar-trattoria sul valico : Baita del Diamante).

Con una rapida inversione del senso di marcia, dobbiamo ora seguire (indicazioni il loco) una larga mulattiera (Acquedotto di Val Noci) che pianeggiando, doppia alcuni crinali, alternando tratti panoramici verso la Valle del Bisagno, a boschetti di pini che hanno subito incendi anche recenti. Sotto di noi , capita molto spesso di vedere e udire “lo sferragliare” del simpatico trenino della Ferrovia Genova–Casella. Arriviamo così al grande piazzale ai piedi del Forte Sperone dove incontriamo l’asfalto, che non abbandoneremo più sino alla stazione della funicolare del Righi. La strada in oggetto, sfiora altre testimonianze importanti e in modo particolare il Forte Castellaccio.