DOMENICA 24 SETTEMBRE

ALPI APUANE – PIZZO D’UCCELLO  (mt. 1781).

Difficoltà:   Escursionistico  (E) sino a foce di Giovo e quindi (EE) sino alla vetta.

Caratteristiche:. Il Pizzo d’Uccello è uno dei monti più belli delle Alpi Apuane e la sua piramide rocciosa gli conferisce un aspetto alpino e severo. Vine anche chiamato il “Cervino degli Appennini”. Il Pizzo d’Uccello si distingue tra le altre cime delle Alpi Apuane soprattutto per la sua Parete Nord, di quasi 800 mt. di dislivello, che rende questa  montagna una cima amatissima anche da alpinisti e rocciatori: e che non ha nulla da invidiare ad altre  famose pareti dolomitiche o delle Alpi occidentali.  Il nostro percorso sarà però di “tipo escursionistico”.!

Accesso: Autostrada Genova- Spezia e successivamente l’autostrada A15 La Spezia – Parma. Si esce   al casello di Aulla e si prende la SS. 63 seguendo le indicazioni per Fivizzano. Si perviene al paese di Rometta, lo si attraversa e dopo 1,5 km svoltando a destra si trovano le indicazioni  (12,5 km da Aulla) per Vinca, ove si arriva dopo aver oltrepassato i paesi di Cassano, Gragnola, Monzone. All’entrata dell’abitato si evita la stradina che sale al centro del paese fino arrivare al secondo bivio in prossimità di un rudere dove si può parcheggiare.

Percorso:  Dal parcheggio di Vinca  (circa mt. 750)  troviamo, presso i ruderi di una casa disabitata, le indicazioni dei vari sentieri. Noi prenderemo  il sentiero 175 (che in una prima parte è anche sentiero n. 38 e a metà anche n.37) verso la Foce di Giovo.

Il sentiero 175 ricalca una antica via di comunicazione tra Vinca e la valle di Orto di Donna e da qua con la Garfagnana. Il sentiero non è lungo e non è difficile, ma prevede di superare un dislivello di circa 750 metri. Il dislivello maggiore è nella zona delle Capanne di Giovo (mt. 1250)  che è completamente priva di vegetazione e spesso ventosa. Invece la maggior parte del resto del sentiero si sviluppa nel bosco.

Seguiamo inizialmente via asfaltata per pochi minuti e quindi incontriamo una mulattiera che entra in un castagneto. Si esce dal bosco e si sale su terreno sassoso. Passiamo sopra la gola scavata dal canale Doglio: in basso sono ben evidenti alcune marmitte formate dalla forza delle acque.

Arriviamo quindi (a circa 900 mt.) ad una “maestà” detta di Doglio, nella quale è un’immagine marmorea della Madonna Ausiliatrice. Qui incontriamo un bivio: il sentiero 175 sale in alto a sinistra ed è diretto alla Foce del Giovo, mentre il sentiero n.  38 (che noi non faremo) prosegue  a destra un po’ più in basso.

Iniziamo a salire (sempre sul sentiero n. 175) per il castagneto, ricco di alberi centenari, testimonianza dell’antica cultura del castagno molto diffusa anche in questa zona della Lunigiana. Il sentiero è ben segnato e sale costantemente per un bosco che cede il passo via via ad un terreno erboso. Nella zona delle Capanne di Giovo (mt. 1250) un antico insediamento di pastori,  comincia la salita in direzione della Foce omonima.

Il sentiero è piuttosto ripido e prosegue tra  mirtilli ginepri: sulla destra c’è la cresta Garnerone. Incrociamo quindi il bivio del sentiero 37 che, a destra, porta alla Capanna Garnerone.

Noi continuiamo per il 175 ancora  ripido e,  giungiamo alla Foce di Giovo (mt. 1500 – h. 2,10 da Vinca). È una ampia sella erbosa tra la Cresta Garnerone ed il Pizzo d’Uccello e mette in comunicazione la Valle di Vinca con Val Serenaia.

Il panorama da foce di Giovo è splendido sul Sagro, sul Pisanino e sul Pizzo d’Uccello che incombe in tutta la sua imponenza.

Di qui prendiamo a sinistra il sentiero 181 che aggira verso destra (versante orientale) la rupe rocciosa che domina la Foce di Giovo (detta quota 1539): il sentiero passa tra rocce e macchie di faggi e dopo poco tocca una prima sella panoramica sul paese di Vinca e subito dopo una seconda che si apre anche sul Sagro e sullo stesso Pizzo.

Siamo ormai alla Foce del Giovetto (1497m) ai piedi della piramide del Pizzo.
Non seguiremo più il sentiero n. 181 ma la via normale che parte dal Giovetto e che si sviluppa lungo la cresta sud / sud-est. Seguiremo i segnali bianco-rossi, proprio di fronte salendo abbastanza moderatamente verso le pendici del monte.

Il primo tratto è decisamente tranquillo su rocce e sfasciumi e non richiede nemmeno l’aiuto delle mani. Seguono tratti ripidi prima di una cengia stretta che presentas vari punti di appoggio.
A 2h 33’ superiamo un breve camino, abbastanza stretto, ma non difficoltoso cui segue un tratto ripido, una strettoia, un pianoro tranquillo ed ancora un po’ di ripidità.

La salita ci porta quindi ad una breve anticima da cui scendiamo fino ad un intaglio dopo il quale – arriviamo in vetta a  (mt. 1781 – h. 1 dalla Foce di Giovo).

La vetta rocciosa è piuttosto ampia e presenta un ometto ed una piccola croce di ferro posta in loco negli ultimi anni. Il panorama è molto interessante sulla Val Serenaia e tutti i monti circostanti  (Sagro, Tambura, Sumbra,  Panie e golfo di Spezia ed isole).

La discesa su Vinca precede lo stesso sentiero effettuato per la salita.

Dislivello: 950 circa                                           Tempo di marcia: ore 5/6 circa

Dir. Gita:  Vigo  G – Pierini M.

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