DOMENICA 17 MAGGIO

MONTE GRAMMONDO  (Mt. 1380)

DA OLIVETTA SAN MICHELE

Difficoltà:   Escursionistico (E)
.Accesso: Autostrada Genova- Ventimiglia con uscita a..Ventimiglia. Si percorre il tratto della valle Roya in direzione di Airole, per poi proseguire ancora per alcuni chilometri fino a raggiungere il bivio per Olivetta. Svoltando a sinistra si perviene in breve al paese.
Caratteristiche: Si tratta di un’escursione impegnativa sia per la lunghezza che per il dislivello. È consigliata una discreta preparazione fisica. Nella zona del rifugio Gambino (mt. 1015) si entra  in una  pineta a dominanza di pino silvestre e, da qui in poi nel periodo maggio giugno, si assiste alla splendida fioritura della splendida Paeonia officinalis. Lungo tutto il cammino si incontrano singolari affioramenti rocciosi, tramite i quali è possibile osservare l’evoluzione nel tempo di questa parte delle Alpi. La dorsale montuosa del Grammondo è infatti formata da rocce sedimentarie stratificate in successione a partire dalle più antiche risalenti al Triassico superiore e Cretacico superiore  (237 – 66 milioni di anni).
Percorso: Il nostro itinerario ha inizio ad Olivetta San Michele, affrontando il versante nord, ci propone una lunga risalita su sentiero ben definito, immerso in gran parte in un bosco con una vegetazione dominata da macchia mediterranea, ulivi ormai abbandonati, pini marittimi, carpini, roverelle e lecci che qui si sviluppano fino a quote inconsuete, dando addirittura vita alla fitta lecceta di Testa di Cuore. Parcheggiamo le auto nell’ampio posteggio in Via Rimembranza di Olivetta San Michele (IM), immediatamente dopo l’edificio del Municipio; si va subito in discesa, a sinistra lungo Via Torre, per poi deviare a destra lungo la Via Ponte Roncone, fino a raggiungere e oltrepassare il ponte sul torrente Bevera, a quota mt. 251. Si prosegue al dritto su sentiero ben evidente, sporadicamente segnalato da tacche di vernice biancorossa, spesso invaso da una lussureggiante vegetazione cespugliosa. Sentiero che poi si immerge in una rada foresta di pino marittimo. Dopo essere transitati nei pressi della Cima Rovere mt. 683, in corrispondenza di un mastodontico ripetitore, il sentiero perde pendenza inoltrandosi in una fitta lecceta, che verso i 900 metri di quota lascia il posto ad una fustaia di pino silvestre, fino a sfociare in una larga radura nei pressi del Rifugio Patrick Gambino, quota mt. 1015. Inizia ora una strada sterrata che, con ampi tornanti a pendenza costante raggiunge il Passo Tretore mt.1180 circa. Da qui un sentiero si inerpica lungo il versante NO del M. Grammondo (volendo questo potrebbe essere utilizzato per la discesa, in modo da compiere un mini-anello, che battezzeremo l’anello delle Peonie del Monte Grammondo, stante la cospicua presenza di questo splendido fiore lungo tutto il percorso). Per la salita alla vetta continuiamo lungo la suddetta sterrata fino al suo termine, che coincide con il lungo ed articolato crestone; dopo una rapida visita alla vicinissima Punta Renuit mt. 1300, risaliamo le ultime rampe della cresta, fino ad arrivare alla croce di vetta del Monte Grammondo mt. 1380. La vista da qui spazia a 360°: lo sguardo naturalmente è accalappiato dalle coste dell’estremo occidente del mar Ligure, con le cittadine di Bordighera e Ventimiglia, nonché dalla susseguente Costa Azzurra con Menton, Roquebrune-Cap Martin, fino ad intravedere un angoletto del porto di Montecarlo e la soprastante Rocca dei Grimaldi (in occasione di giornate limpide, ad occhio nudo si individua la rocciosa Corsica). Il ritorno si svolge lungo il sentiero anzi descritto, per poi ritornare, dal Passo Tretore, sulle tracce dell’andata.
Dislivello: 1150 + mt.  Tempo: 5/6 ore  Lunghezza: 15,4 Km.
Dir. Gita: Giorgio Cetti cel. 3332961126