SABAT0 31 OTTOBRE 

RONCO – ALPE DI PORALE -VOLTAGGIO.

QUADRERIA DEI FRATI.

Difficoltà:   Escursionistico (E)
Accesso: Dalla stazione di Ronco Scrivia (Ferrovia Genova-Arquata Scrivia) a circa 31 Km. da Genova. In auto uscita a Ronco su Autostrada Genova- Milano.
Caratteristiche: Il Monte Alpe (836 m), chiamato anche Alpe di Porale per distinguerlo dai numerosi omonimi nell’Appennino Ligure, non è la cima più alta del contrafforte divisorio tra le valli Lemme e Scrivia (questo primato è posseduto dal piccolo Monte Poggio, posto nei pressi della Bocchetta), ma è sicuramente la più interessante e importante. Facente parte dello stesso piccolo massiccio montuoso si trova, poco più a nord, il Monte Porale (835 m; in dialetto Bric del Puà), cima erbosa ampia e ondulata, più bassa di solo un metro rispetto all’Alpe ma molto meno individuata.  Il toponimo “Porale” potrebbe derivare dal latino peroallum, cioè “fienile”.
Percorso: Dalla stazione si prende il sottopassaggio per Villavecchia e per Via Postumia, percorrendo interamente Via Roma ed indirizzandoci verso Case Vicari e case Giacobini. Seguendo il segnavia FIE  “rombo giallo” si costeggiano le pendici Sud del Monte Refin e le pendici Est del Bric dei Corvi pervenendo alla Cappelletta di Tanadorso  (ove è un piccolo ricovero). La cappelletta sorge presso un crocevia di sentieri e stradette, sia sterrate che asfaltate. In particolare, la stradina asfaltata proviene dalle sottostanti case di Porale e costituisce l’unico accesso “automobilistico” all’appartata conca di Tanadorso. Accanto alla cappella si trova un cippo con la scultura di un’aquila, analogo a quello posto in vetta al Monte Reale. Dalla cima del Porale, rientrando vero l’Alpe di Porale si prende un sentiero (invece che scendere a Chiappa e Castagnola) che ci consente di abbreviare il cammino e ci conduce a Voltaggio, dove sarà possibile visitare con calma la bella pinacoteca del Convento dei Cappuccini: la quadreria dei Frari.
 E’ costituita da oltre cento dipinti che assemblano alcuni fra i più bei nomi della pittura genovese. In questa ideale galleria figurano infatti, con esemplari anche importanti e talora di assoluta rilevanza, opere di grandi maestri dell’arte ligure dal XVI al XVIII secolo:  da andrea semino a luca cambiaso; da g. B. Paggi a Lazzaro tavarone a Bernardo strozzi; dall’Ansaldo allo scorza al Fiasella; dall’assereto a giovanni andrea e orazio de Ferrari al grechetto a Domenico Piola. Le opere, rinnegate, per così dire, da una temperie culturale e devozionale che rifiutava l’intenso realismo del barocco privilegiando modelli iconografici esangui e stereotipi, furono recuperate dal francescano padre Bernardo d’Andermatt, all’epoca superiore dei cappuccini nei depositi delle chiese genovesi e collocate dapprima in santa sabina, nel capoluogo ligure, poi, definitivamente, nel convento di Voltaggio.

Il rientro avverrà utilizzando mezzi pubblici.

Dislivello: 600 + mt. Tempo: 6 ore   Lunghezza: 17 Km.
Dir. Gita: Giorgio Cetti cel. 3332961126