Presidente Onorario GAMS

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Renato Avanzini uno di noi…

Ci sono persone sorprendenti che grazie alla loro innata riservatezza sfuggono alle generazioni più giovani, persone cui non interessa raccontare la loro storia perché la ritengono tutt’altro che straordinaria, persone il cui talento è scritto, in maniera impercettibile, tra i verbali di molte vie ripetute proprio da questi giovani. Internet, la narrativa, la televisione hanno abituato questi giovani a guardare lontano, sempre oltre, sempre al top. Ma come biasimarli! Non tutte le storie sono scritte sui libri oppure su una pagina della rete, alcune rimangono in ambienti ristretti, tramandate oralmente, storie che si conservano nella memoria di pochi, destinate a perdersi.

 E’ così che può capitare di parlare con un signore ‘già avanti negli anni’ ma molto in gamba e non sapere che proprio quel simpatico ultra 90enne ha scalato decine delle vie che tu hai solo sognato di salire.

Poi, una sera, qualcuno ti parla di Renato Avanzini e qualche tempo dopo vieni invitato alla serata in cui la Sezione Ligure lo fregia con uno dei più prestigiosi premi di alpinismo: lo Stellutis.

La curiosità cresce e timidamente chiedi qualcosa di più, ma chi è Renato? In maniera scontata tutti rispondono: “Renato! un grande alpinista, orgoglio della Sezione di Sampierdarena”.

Con l’esigenza di un doveroso approfondimento il Direttivo del GAMS esprime la volontà di organizzare una serata per incontrare e conoscere Renato e la sua carriera e proporgli la carica di Presidente onorario del GAMS.

 Il 24 gennaio 2014, durante una serata-incontro, dove una raccolta di fotografie (molte inedite) ha illustrato a una numerosissima platea l’incredibile carriera di Renato, lasciando letteralmente senza parole anche i più esperti, il GAMS ha avuto l’onore di conferire una targa che suggella la carriera di Renato Avanzini e lo nomina nostro Presidente onorario.

Una serata dal tono familiare, dove i racconti frammisti alle foto hanno trasportato gli spettatori all’interno di un alpinismo di 60 anni fa, quando erano gli uomini come Renato a gettare le fondamenta dell’alpinismo moderno.

Per coloro che non erano presenti e per chi non lo conosce, basti pensare che le sue mani hanno calcato le vie più prestigiose, quelle di Bonatti, Lacedelli, Rabbi, Dibona e altri ‘giganti’ dell’alpinismo, scalato pareti di oltre 1000 metri, praticando quella che era definita arrampicata estrema e con i mezzi di quell’epoca scalato pareti di ghiaccio con scarponi di cuoio e prototipi di ramponi; dalle Alpi Marittime alle Dolomiti non vi è una catena montuosa dove non abbia aperto o almeno ripetuto una via.

 Ecco cos’è Avanzini, una piccola finestra oltre la quale si apre un mondo inimmaginabile, formato da mille avventure, con personaggi straordinari su grandi montagne, attraversando un secolo di storia; una grande passione facilitata da un talento innato ed espressa quando il lavoro dell’officina di famiglia glielo concedeva.

Un medico potrebbe diagnosticargli una sindrome maniacale all’esposizione verticale, malattia che neanche la vecchiaia ha saputo curare, mentre per noi è la rappresentazione vivente che le passioni, come l’amore, se sono sincere, sono eterne.

Alla fine della serata, tra commozione e incredulità, Renato dice: ”Sono onorato e felice di essere qui……. siete un gruppo giovane e siete il più.

Grazie ………………………………………………………………………………..Moreno Saturno