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Parliamo di Rigantoca.

Non tutti sanno che ….

A cura  di Vichi  Vittorio e Ferrari Giuseppe

Cosa è la Rigantoca ?

La Rigantoca è per gli “addetti ai lavori “ una marcia in montagna, non competitiva che  il CAI  Sezione  di Sampierdarena  (Genova) organizza tradizionalmente ogni  seconda domenica di giugno a partire dall’anno  2000.  Il percorso, lungo 43.21 km, si snoda su sentieri di media montagna ed è caratterizzato da un dislivello di circa 1.950 mt.  in salita e 1.200 mt. in discesa; è quindi adatto esclusivamente a buoni ed allenati camminatori  e/o corridori in grado di dosare le proprie forze su percorsi impegnativi.

Queste le aride informazioni tecniche di massima sulla  marcia;

ma perché si chiama Rigantoca ?

Il nome Rigantoca deriva dalla sintesi di alcune delle lettere iniziali delle tre principali località interessate dal percorso e cioè Righi (località di partenza posta sulle alture di Genova), Antola (la vetta del monte da raggiungere), Caprile (località di arrivo, paesino sotto il monte Antola,  nei pressi del lago artificiale del Brugneto); da qui nasce l’acronimo Rig..Anto..Ca. Chi poi si soffermasse ad osservare con attenzione il logo de La Rigantoca, oltre a trovare conferma di quanto sopra illustrato circa il nome, potrebbe essere incuriosito da quello strano ghirigoro che sovrasta la scritta stessa; ebbene esso non è altro che il profilo altimetrico del percorso con una piccola croce posta sul suo vertice superiore, il m. Antola, croce che ricorda quella che vedono  gli escursionisti  che giungono in vetta. 

Altra curiosità:

perché quelle tre linee con colori diversi (verde, rosso, giallo) che racchiudono il logo?

Ecco la risposta:  il verde richiama il colore dei prati dell’Antola nel mese di  giugno, il rosso e il giallo, unitamente al bianco dello sfondo, ricordano il colore dei narcisi che su quei prati crescono. Queste le notizie tecniche e le curiosità circa questa marcia che non tutti sanno… come non tutti sanno che dietro ad essa c’è, ancora più importante, una storia di passione per la montagna, fantasia, impegno, tanta fatica e grandissima tenacia che oggi possiamo solo tentare di immaginare invidiando coloro che hanno avuto il privilegio di viverla dall’inizio, storia che proponiamo  riportando di seguito,  con il permesso dell’Autore,  un ampio stralcio dell’articolo scritto per l’Annuario della Sezione nell’ormai lontano 2002 da uno dei due ideatori (Vittorio “Gino Vichi e Giuseppe “Giuse” Burlando) di questa marcia e che ha proprio per  titolo “Non tutti sanno che …”:

NON TUTTI SANNO CHE …. ( di Vittorio “Gino” Vichi)

Premessa

Raggiungere la montagne simbolo dell’escursionismo genovese partendo direttamente da Genova non è certamente una novità. Chissà quanti nel passato si sono cimentati in quest’ impresa , vuoi per contingenti necessità (commerci, rapporti di parentado, eventi bellici, ecc.) o, più recentemente, per pura passione romantico-sportiva.. Emblematica a questo proposito è stata sicuramente  la marcia  Prato-Torriglia-m.Antola-Busalla che, il 15 luglio 1906 portò un nutrito gruppo di appassionati “bisagnini” (verdurieri)  dalla Val  Bisagno alla Valle Scrivia per rientrare poi con il treno da Busalla, dopo aver partecipato alla tradizionale festa agreste-religiosa che puntualmente ogni anno si ripete sulla vetta dell’Antola.

“O gh’aveiva partecipou anche mae  poae “(Ci aveva partecipato anche mio padre)  dice con orgoglio ai suoi ospiti il nostro carissimo amico GiBi.S. indicando un giovinetto piazzato in prima fila fra l’eterogeneo gruppo di marciatori, eternati nell’ingiallita foto d’epoca, esposta come un cimelio nello studiolo di casa sua.

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foto di Alfred Noack

L’ Idea

E’ con questo sentimento di passione sportiva, mista a tradizione e devozione popolare, che matura nella mente dell’altro nostro carissimo amico G.B.  “bisagnino” anche lui, l’idea di emulare la mitica marcia. Giovanissimo negli anni  ’40, con un gruppo di fedeli coetanei effettuò un paio di volte l’avventurosa traversata. Moltissimi anni dopo, in età più che matura, persi di vista gli antichi compari, ma desideroso di ripetere l’impresa, riuscì a coinvolgermi trasmettendo anche a me il virus della citata passione.

L’escursione dal Righi all’Antola con discesa a Caprile

Studiammo attentamente il percorso sulle cartine dell’ IGM. Dopo aver valutato i pro e i contro, le possibili varianti, dopo vari ripensamenti, numerosi rinvii e tanti “squaexi”(smancerie), si decise di realizzare la traversata variandone il percorso originale in modo da concluderlo in giornata, adattandolo quindi alle nostre personali esigenze:

  1. partire da una località di Genova sufficientemente significativa e comoda per entrambi.

  2. percorrere possibilmente i sentieri segnalati dalla F.I.E. cercando di mantenere l’asse ideale Genova–Antola.

  3. scendere dalla Vetta al paese più vicino, idoneo ad un adeguato ristoro ed al successivo rientro in auto.

Con un tempo ideale mercoledì 24 giugno 1998,

Festa di S. Giovanni Battista, alle ore 4,40,  partimmo finalmente dal Righi (inizio via delle Baracche) per la sospirata traversata alla volta dell’Antola.  Sfruttando la segnaletica F.I.E. toccammo le seguenti località: Valico di Trensasco e Chiesetta di Sella per la costiera divisoria fra Val Polcevera e Val Bisagno;  poi Valico di m. Bonetto, Fregaiasse, Fontanasse, Casalino e Pratogrande, per scendere in Valle Scrivia. Quindi risalita da Avosso, Cappelletta di Gorra e di Banca, Piani, Crosi, Cappelletta del Colletto, Casa Piccetto, Casa Antola e Vetta dell ‘Antola, per ridiscendere infine, nei pressi del Lago del Brugneto verso le 17,40, nell’affollata piazzetta di Caprile, un po’ stanchi ma felici e soddisfatti della bella e riuscitissima “scarpinata”.

Oltre al bel tempo, anche il caso ci volle premiare:

data la ricorrenza di S. Giovanni, osservata a Caprile con tanto di Banda Musicale di Sussisa ed il Complesso autotrasportato di Capanne di Trebino, inaspettatamente al nostro arrivo  fummo accolti da un’assordante marcia trionfale, da gioiosi virtuosismi del campanaro, nonché dagli applausi dei festosi passanti  (con un po’ di vanità, mi piacque immaginare che tanti onori fossero a noi riservati, al  pari di un porporato col suo seguito, in visita pastorale).  Una bottiglia di vino, un vassoio di affettati assortiti e due caffè consumati da “Berto”, nonché l’immancabile stretta di mano  fra due amici, suggellarono la bella impresa, mentre attendevamo che Paolo, il figlio di G.B., ci venisse a recuperare con la Panda.

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Foto storica Monte Antola

La Proposta

A pensarci bene la traversata non mi parve però così terribile e massacrante come me l’ero immaginata. Al  contrario, il continuo variare del paesaggio, il susseguirsi di scorci ameni  e caratteristici ne attenuavano la faticosa lunghezza, rendendola, tutto sommato, almeno per noi, piacevole  e interessante. Mi venne così l’ idea, condivisa anche da G.B., di proporla in Sottosezione  (In allora Sampierdarena era Sottosezione della Sezione La Ligure del CAI) come manifestazione da organizzare, magari con l’aiuto della F.I.E., per festeggiare a nostro modo la imminente fine del 2° Millennio, sotto forma di marcia non competitiva, aperta a tutti i buoni camminatori.

Nasce La Rigantoca

L’iniziativa, esposta all’Assemblea  Sottosezionale del 27 novembre 1998, fu ufficialmente approvata e notificata con l’appellativo di “RIGANTOCA” (sintesi di Righi, Antola, Caprile), e quindi inserita nel calendario delle attività sociali per l’anno 2000, alla data già stabilita di domenica 11 giugno.  Il consiglio direttivo F.I.E., messo al corrente del nostro progetto, accettò di buon grado la nostra richiesta di collaborazione, anzi, valutatane l’importanza, riuscì a coinvolgere l’Ente Parco Regionale dell’ Antola che…(omissis), aderì con interesse all’iniziativa, proponendosi come Patrocinatore della manifestazione.   Per prima cosa si costituì un Comitato Organizzatore composto da alcuni membri delle due Associazioni e dall’Ente Parco, con il compito di studiare e coordinare la preparazione della nostra Marcia. Subito all’opera il Comitato Organizzatore dispose il ripristino dei tratti di sentiero rovinati o pericolosi e apportò alcune necessarie varianti alla prima versione dell’itinerario:

  1. Partenza tra le ore 4.30 e 5,30 dal piazzale antistante la stazione dell’arrivo della funicolare …(omissis)

  2. Fu aperto un nuovo allacciamento della F.I.E., per evitare i noiosi e pericolosi tratti asfaltati …(omissis)

  3. Venne inserita una breve digressione dal sentiero principale, per accedere al punto di ristoro offerto dalla Pro Loco di Pentema …(omissis).

Inoltre

Si confezionarono i cartellini di marcia numerati per l’identificazione dei partecipanti, si stabilirono le postazioni di controllo e punzonatura, i punti di ristoro e di eventuale soccorso; venne predisposto il ponte radio per tenere informati tutti i vari addetti distribuiti lungo l’itinerario; si fecero coniare le medaglie ricordo e l’Attestato di partecipazione per gratificare tutti i partecipanti, partiti da Righi o da Avosso, giunti a Caprile. 

Si concertò con il gruppo “Amici di Caprile” il ristoro finale …(omissis).  Si predisposero i mezzi dell’AMT per l’approccio al Righi ed il rientro da Caprile fino a Genova Prato. Ah, dimenticavo! In mancanza di una mappa del tracciato, si ritenne utile stampare almeno un profilo altimetrico da inserire nel depliant descrittivo e divulgativo; per fare questo, però occorreva conoscere con precisione la lunghezza del percorso e la distanze parziali …. così, i soliti due, esattamente un anno dopo, giovedì 24 giugno 1999, dall’Edicola Votiva antistante la stazione della funicolare, ripartirono dal Righi e, armati di rotella metrica, ripercorsero tutto l’itinerario, per finire nuovamente a Caprile (senza musica)….(omissis) La lunghezza risultò essere 41.910 metri, i dislivelli in salita 1.954 m. e quelli in discesa 1.151 m.;  potemmo così completare col profilo altimetrico l’opuscolo divulgativo.

11 Giugno 2000

La nostra “RIGANTOCA”, al pari di altre manifestazioni sportive di quel giorno, ricevette un battesimo sfortunato. Una innocua pioggerella mattutina non impedì ai 272 partecipanti di partire ugualmente dal Righi: fu un disastro! La pioggerella, da innocua, si trasformò presto in scrosciante pioggia, spinta da un freddo ed uggioso ventaccio. I sentieri trasformati in viscidi ruscelli, il cielo ostinatamente cupo ed i monti verso l’Antola immersi nelle nuvole ci convinsero finalmente all’amara ma saggia decisione di sospendere prudentemente la marcia ad Avosso. Comprensibile la protesta dei più “gasati”, che avrebbero voluto proseguire mettendo però a rischio l’incolumità propria e dell’organizzazione. Qualche irriducibile ci provò ugualmente, scoprendo che non avevamo tutti i torti. Ai primi di dicembre, con una simpatica festa a palazzo Tursi, vennero consegnate le medaglie a tutti i partecipanti partiti dal Righi, con la scontata promessa di riprovarci l’anno seguente, per non vanificare tutti i nostri sforzi.

10 Giugno 2001

Ci riproviamo

Eccoci nuovamente al Righi ed eccoci ancora sotto la minaccia della pioggia incombente. Per fortuna rimase solo a livello di  minaccia senza peggiorare, consentendoci così di portare a termine la nostra manifestazione. Una  folla di partecipanti impazienti invase i locali del Montallegro, quasi  non ci davano il tempo di registrare e consegnare i cartellini di marcia: volevano partire e basta!  Questa in sintesi la 2° edizione: iscritti n° 378, Partiti n° 325, Ritirati n° n° 13, Arrivati a Caprile n° 312. Dal questionario, fatto compilare subito dopo l’arrivo a Caprile ad un campione di 130 partecipanti, emerse che il 100% era soddisfatto della manifestazione nel suo complesso e che il 77% sarebbe stato favorevole alla ripetizione annuale della marcia con le medesime modalità. L’esito del sondaggio confermò quindi il successo della nostra iniziativa.  ….(omissis)

9 Giugno 2002

Continuiamo e miglioriamo

Il brutto tempo (stavolta non proibitivo) sta diventando una costante caratteristica della Rigantoca, rendendola ancor più eroica, al pari della classica ciclistica “Parigi-Roubaix”. Ma per non esagerare con le sofferenze da infliggere ai partecipanti, si decise di eliminare la sconnessa ed insidiosa discesa finale nei pressi della Fonte Antola, optando per il tratto  molto meno pericoloso che da “Prele” scende a Caprile passando per la faggeta del “Ciuffo”, con un pregevole scorcio sul Lago del Brugneto (mulattiere-letamaio a parte). Misurata anche questa digressione dai soliti due, fatte le debite differenze e relative somme, la lunghezza totale nella nuova versione risultò essere 43.210 metri …. Wow! oppure Gulp! A preferenza. 

Questa in sintesi la 3° edizione: Iscritti n° 251, Partiti n° 214, Ritirati n° 10, Arrivati a Caprile n° 204: Nonostante il calo di adesioni rispetto all’anno precedente e considerata la cronica carenza di mezzi che ci limita moltissimo, specialmente nella divulgazione, non ci possiamo lamentare. L’esperienza fin qui acquisita ed un po’ di ottimismo ci esortano a proseguire.  . …. (omissis) “””“

Bene

la storia  nello scritto di Vittorio “Gino” Vichi , oggi  Accompagnatore  Emerito di Alpinismo Giovanile, risale all’ormai  lontano 1998, ma La Rigantoca, nata poi  ufficialmente  nel  2000, in quell’ anno  e nei successivi fino ad oggi  ha esaltato, intimorito prima della partenza, fatto sudare e faticare sul percorso tanti escursionisti,  felici e intimamente orgogliosi poi di essere giunti alla meta sia che avessero goduto di  giornate con tempo splendido, di altre meno favorevoli  sotto questo aspetto, o altre ancora con temperature torride, come nel  2003, quando i camminatori invocavano secchiate d’acqua sulla testa dagli addetti ai punti di ristoro. 

Ha alternato,  nel tempo,  edizioni con notevole partecipazione di camminatori  ad  altre in cui la loro presenza si è indebolita; recentemente (nel  2011) difficoltà di vario genere le hanno consentito di sopravvivere “solo” come “gita sociale sezionale” (arricchita, peraltro, da oltre 50 presenze)…..….. ma   

La Rigantoca  è sempre lì, con il suo fascino che coinvolge Coloro che  la organizzano, Quelli che si allenano per  “viverla”,  ed ancora Quelli a cui i propri sopraggiunti limiti la fanno rimpiangere ……….. e da tutti Costoro sempre, ogni anno,  è  attesa  la nuova  edizione.